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sexta-feira, 13 de abril de 2012

Esculturas das coleções Santarelli e Zeri.


Scultore romano della seconda metà del XVII secolo Busto di magistrato? marmo, altezza 67 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto


14 abril - 1 julho 2012
Museo Fondazione Roma, Palazzo Sciarra (via Minghetti)
www.fondazioneromamuseo.it




Scultore romano di fine II - inizio III secolo d.C. Cerere marmo bianco statuario, altezza 85 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli. Foto Giuseppe Schiavinotto

Não tinha grandes recursos financeiros, mas a cultura transbordava, o talento de comerciante e o grande sentido de beleza, tinha Federico Zeri (1921 - 1998) para reunir uma invejável coleção de arte, uma coleção que atravessa séculos e  abrange grandes mestres .

Non aveva grandi disponibilità economiche, ma la cultura straripante, il fiuto del mercante e il senso eccezionale per il bello consentì a Federico Zeri (1921 – 1998) di mettere assieme una collezione d’arte invidiabile, una collezione che attraversa secoli e abrang grandi maestri.



Scultore romano del I secolo d.C. (torso), leggermente posteriore (testa) Bacco marmo greco statuario a grana fine, altezza 170 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

Após a morte do estudioso, a coleção vai confluir na Academia Carrara de Bergamo. Não menos importante do que a coleção da família Santarelli, empresários com taco para arte cuja grande coleção é mantida pela Fundação criada  pelos filhos em memória dos pais Dino ed Ernesta Santarelli.

Dopo la morte dello studioso, la raccolta confluirà all’Accademia Carrara di Bergamo. Non da meno la collezione della famiglia Santarelli, imprenditori col pallino dell’arte la cui grande collezione viene custodita da quella Fondazione istituita dai figli nel ricordo dei genitori Dino ed Ernesta Santarelli.




Pietro Bernini (Sesto Fiorentino, 1562 - Roma, 1629) Andromeda, 1615-1617 circa marmo, altezza 105 cm Bergamo, Accademia Carrara (lascito Federico Zeri) Foto Giuseppe Schiavinotto

O presidente da Fundação Roma,  Emmanuele Francesco Maria Emanuele, explica o ponto de contato entre as duas coleções: "Ambas as coleções,  nunca tendo cruzado em seus caminhos, conterm  obras entalhadas e esculturas da Idade Imperial até o 700, com um interesse particular na história de Roma.

Il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, così spiega il punto di contatto tra le due raccolte : “Entrambe le collezioni, pur non incrociando mai le proprie strade, contengono opere glittiche e sculture dall’Età Imperiale sino al ‘700, con un particolare interesse per la storia di Roma.




Scultore veneto della prima metà del XVIII secolo Filosofo marmo, altezza 71 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto


A Cidade Eterna é o fio condutor que inspirou as duas coleções, cujas escolhas - singularmente semelhantes em alguns aspectos e diferente em  outros -. São a razão desta exposição "

La Città Eterna è il filo conduttore che ha ispirato le due raccolte, le cui scelte – singolarmente affini per alcuni aspetti e divergenti per altri – sono il motivo di questa esposizione”.




Scultore romano della seconda metà del II secolo d.C. Testa di satiro marmo bianco statuario, altezza 30 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

A exposição com curadoria de Andrea G. De Marchi e com a consultoria científica de Dario Del Bufalo, tem estátuas, grandes fragmentos de pedra, baixo-relevos da antiguidade e do barroco na maior parte, estão acessíveis ao público pela primeira vez.

La mostra a cura di Andrea G. De Marchi e con la consulenza scientifica di Dario Del Bufalo, presenta statue, grandi frammenti lapidei e bassorilievi dall’antichità all’epoca barocca in gran parte accessibili per la prima volta al pubblico.



Scultore romano della metà del I secolo a.C. Ritratto femminile marmo a grana fine, altezza 34 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

A coleção Santarelli  tem uma grande quantidade de peças que vão desde a arqueologia até 700, com um particular interesse dirigido para os mármores coloridos e para a história de Roma.

 La raccolta Santarelli conta una cospicua quantità di pezzi che va dai reperti archeologici sino al ‘700, con un particolare interesse rivolto ai marmi colorati e alla storia di Roma.




Scultore romano di inizio II secolo d.C. Busto di Ulpia Felicitas marmo a grana fine, altezza 56,5 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

De inestimável valor histórico, artístico e filológico são as obras do legado de Zeri, que o crítico acumulou durante a sua vida seguindo sua própria curiosidade e sempre em busca de qualidade.

Di inestimabile valore storico, artistico e filologico sono le opere provenienti dal lascito di Zeri, che il critico accumulò nell’arco della sua vita seguendo la propria curiosità e ricercando sempre la qualità.





Scultore romano del II secolo d.C. Lotta di animali portasanta, altezza 43 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

A exposição é também uma oportunidade de prestar homenagem ao que foi provavelmente o mais ilustre estudioso da arte figurativa dos meados do século XX.

La mostra diventa anche occasione per rendere omaggio alla figura di quello che è stato probabilmente lo studioso d’arte figurativa più insigne dalla metà del XX secolo in poi.



Scultore romano della seconda metà del XVII secolo Ercole fanciullo con il serpente marmo, altezza 60 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

O evento é uma viagem em estilos, temas e materiais da escultura, através de uma seleção de 90 obras computadas entre as duas coleções e a integração das peças vindas da Academia Francesa em Roma - Villa Medici, a Accademia Carrara de Bergamo e os Museus do Vaticano.

 L’evento è un viaggio negli stili, nei soggetti e nei materiali della scultura, attraverso una selezione di 90 opere compiuta fra le due raccolte e l’integrazione di pezzi provenienti dall’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, dall’Accademia Carrara di Bergamo e dai Musei Vaticani.




Scultore romano dell’inizio del XVI secolo Testa di fanciullo marmo, altezza 19 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

Para acolher o visitante um desfile de obras-primas, como o Retrato feminino e a cabeça de um sátiro do primeiro século dC; descobertas da antiguidade como Ulpia Felicitas, um belo busto feminino da idade tardia republicana, a Ceres do II-III século dC da Colecção Santarelli.

Ad accogliere il visitatore un sfilata di capolavori, come Ritratto femminile e la Testa di satiro del I Secolo d.C; reperti dell’antichità come Ulpia Felicitas, un magnifico busto femminile di Età tardo-repubblicana, e la Cerere del II-III secolo d.C., provenienti dalla Collezione Santarelli.




Tommaso Fedeli (Fossombrone, 1599 - Roma, 1658) Putto dormiente porfido egiziano, altezza 27 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

Obras que dialogam com a Alegoria da Virtude triunfante sobre Vicio e Andrômeda (XVI-XVII sec.) Pietro Bernini, ambos pertencentes da coleção |Zeri vindas da Accademia Carrara, em Bergamo.

Opere che dialogano con l’Allegoria della Virtù vittoriosa sul Vizio e Andromeda (XVI-XVII sec.) di Pietro Bernini, entrambe appartenenti alla collezione Zeri e provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo.




Scultore romano dell’inizio del III secolo d.C. (età severiana) Busto di Alessandro Magno marmo statuario pentelico, altezza 70 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto


Surpreendente é a riqueza artística das duas coleções, mesmo documentadas pelo busto do Papa Paulo V Borghese (século XVI). de Nicolas Cordier e do busto do cardeal Marzio Ginetti (1673) de mármore e o pórfiro de  Alessandro Rondone.

Stupisce la ricchezza artistica delle due collezioni, documentata ancora dal Busto di Papa Paolo V Borghese (XVI sec.) di Nicolas Cordier e dal Busto del Cardinale Marzio Ginetti (1673) in marmo e porfido di Alessandro Rondone.





Nicolas Cordier (Lorena, 1567 circa – Roma, 1612) Busto di Papa Paolo V Borghese, 1605-1612 circa marmo, altezza 62 cm Bergamo, Accademia Carrara (lascito Federico Zeri) Foto Giuseppe Schiavinotto

A exposição também inclui vários baixos-relevos da tradição Berninianas mostrando características reais dos seus clientes, ilustrando uma das grandes conquistas do figurativismo Ocidental: o retrato.

In mostra anche molti bassorilievi della tradizione berniniana che tramandano le reali fattezze dei loro committenti, illustrando una delle grandi conquiste figurative dell’Occidente: il ritratto.




Scultore attivo in ambito federiciano del XIII secolo Busto ritratto di Federico II marmo bianco lunense, altezza 44.5 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

Um cuidado especial foi tomado com a iluminação "dinâmica" de algumas peças que levam a   apreciar melhor a qualidade dos materiais, técnicas e volumes envolvidos.

Particolare cura è stata riposta nell’illuminazione “dinamica” di alcuni pezzi che permette di apprezzare meglio la qualità dei materiali, delle tecniche e i volumi in gioco.



Scultore romano del 220-235 d.C. circa (ritratto), del II-III secolo d.C. (busto) Busto in porfido con ritratto virile marmo bianco a grana fine (testa) inserita in un busto in porfido con piedistallo modonato in serpentino, altezza 26 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto




Vittorio Barbieri (Firenze, 1674 - 1755) Busto di Francesco I di Lorena marmo, altezza 76 cm Roma, Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Foto Giuseppe Schiavinotto

terça-feira, 6 de março de 2012

Giò Pomodoro. O caminho de um escultor: 1954-2001





Pomodoro. O caminho de um escultor: 1954-2001 - Em Monferrato a maior retrospectiva dedicada ao mestre do Absoluto. 
ALESSANDRIA: Palazzo del Monferrato/ Palazzo Cuttica / Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco / Camera di Commercio; NOVI LIGURE: Museo dei Campionissimi; TORTONA: Palazzo Guidobono; CASALE MONFERRATO: Palazzo Magnocavalli; ACQUI TERME: Villa Ottolenghi, Borgo Monterosso; VALENZA: Oratorio San Bartolomeo. 

Giò Pomodoro. Il percorso di uno scultore: 1954-2001 – Nel Monferrato la più grande antologica dedicata al maestro dell’Assoluto. ALESSANDRIA: Palazzo del Monferrato/ Palazzo Cuttica / Galleria Carlo Carrà di Palazzo Guasco / Camera di Commercio; NOVI LIGURE: Museo dei Campionissimi; TORTONA: Palazzo Guidobono; CASALE MONFERRATO: Palazzo Magnocavalli; ACQUI TERME: Villa Ottolenghi, Borgo Monterosso; VALENZA: Oratorio San Bartolomeo.






Até 30 de abril de 2012 com curadoria de Marco Meneguzzo e Giuliana Godio. Um percurso que desenrola em 
nove lugares espalhados, incluindo moradias, palácios e museus. Oportunidade maravilhosa de "se perder" em uma terra rica em charme e redescobrir as evocações extraordinárias de um dos artistas mais influentes do 900 italiano.

Fino al 30 aprile 2012 a cura di Marco Meneguzzo e Giuliana Godio. Un percorso che si snoda in un vero e proprio museo diffuso in nove sedi, tra ville, palazzi storici e musei. Splendida occasione per “perdersi” in una terra ricca di fascino e ritrovare le straordinarie evocazioni di uno degli artisti più influenti del ‘900 italiano.





Esculturas emblemáticas e evocativas de Pomodoro nunca deixam de surpreender pela força inerente na forma e na matéria. A plasticidade que as caracteriza, geométricas ou sinuosas, preciosas ou rigorosas torna o foco do diálogo mais emocionante, com espaços de entretenimento, especialmente quando o contraste cria uma profunda tensão, como no caso do 
importante  "museu difuso" criado em Monferrato com a maior retrospectiva dedicada a ele.

Emblematiche e suggestive, le sculture di Giò Pomodoro non smettono di stupire per la forza insita nelle forme e nella materia. Il plasticismo che le caratterizza, geometrico o sinuoso, prezioso o rigoroso le rende oggetto del più emozionante dialogo con gli spazi ospitanti, soprattutto quando il contrasto crea una tensione profonda come nel caso dell’importante “museo diffuso” creato in Monferrato con la più grande antologica dedicatagli.







Juliana Godio, contando um Giò Pomodoro inédito e privado, o escultor que olhava a beleza dos Alpes Apuanos e ali encontrava a alma do mármore, a pureza e o canto, o som de uma história interminável de beleza que leva a memória devida a Michelangelo enquanto procura a alma de suas obras-primas nos blocos de mármore. "

Dice Giuliana Godio, raccontando un Giò Pomodoro inedito e privato“lo scultore che guardava la bellezza delle Apuane e lì trovava l’anima del marmo, la purezza e il canto, il suono di una storia infinita e fatta di bellezza che trascina la memoria alle vicende di Michelangelo mentre ricerca le anime dei suoi capolavori nel blocco di marmo”.







"Será que Hermes, o deus dos ladrões, me levará embora, me roubará". 
Giò Pomodoro  foi um homem muito cuidadoso, muito culto, conta Juliana Godio, as suas obras representam a sua eternidade, uma eternidade, tão absoluta como o "abraço que se percebe na obra mais intensa. Entrevista, com o filho o bronze monumental, que pertence ao período dos contatos revelando a intensa relação entre pai e filho.

“Verrà Hermes, il Dio dei ladri, e mi porterà via, mi ruberà.” Giò Pomodoro era un uomo attentissimo, coltissimo, racconta Giuliana Godio, le sue opere rappresentano la sua eternità, ma rappresentano anche un’eternità assoluta, come l’abbraccio che si percepisce nell’opera più intensa, Colloquio col figlio il bronzo monumentale che appartiene al periodo dei Contatti e rivela l’intenso rapporto fra padre e figlio.







Gio estudava a luz, vento, escutava o barulho da chuva sobre o mármore branco em Pietrasanta no seu jardim, olhando o céu estrelado e pensava nos mitos da Grécia antiga. Ele amava as vozes do silêncio, o murmúrio do vento e a força do sol. Ele capturou a essência do universo transformando-a em estilo, moldou novos sóis, criou novas tensões, abriu diálogos com a matéria e a 
 forma absoluta e deixou uma herança ainda inexplorada em seus valores científicos, filosóficos, matemáticos.

Giò studiava il vento, la luce, spiava il tintinnio della pioggia sul marmo bianco del suo giardino a Pietrasanta, guardava il cielo stellato e pensava ai miti dell’antica Grecia. Amava le voci del silenzio, il sussurrare del vento e la potenza del sole. Ha catturato le essenze dell’universo tramutandole in stile, ha plasmato nuovi soli, ha creato nuove tensioni, ha aperto dialoghi assoluti con la materia e la forma e ha lasciato un patrimonio artistico ancora in parte inesplorato nelle sue valenze scientifiche, filosofiche, matematiche.







A monumentalidade do seu trabalho não é dada pelas dimensões, Pomodoro é monumental no seu pensamento artístico, o desenvolvimento de uma escultura em grandes medidas se adiciona apenas quando a mesmo é colocada em um grande espaço quando a imponência se torna um diálogo com o espaço, assim como a grande escultura branca no porto de Génova, a última coisa que o homem saúda antes de se aventurar no mar.

La monumentalità delle sue opere non è data dalle dimensioni, Giò Pomodoro è monumentale nel suo pensiero artistico, lo sviluppo di una scultura in grandi misure si aggiunge solo quando la stessa è collocata in un grande spazio, quando l’imponenza diviene dialogo con lo spazio, così come la grande scultura bianca nel porto di Genova, l’ultima cosa che l’uomo saluta inoltrandosi in mare.







terça-feira, 6 de dezembro de 2011

Cuerpos de Dolor - A Imagem do Sagrado na Escultura Espanhola (1500-1750)


Santa Maria Egipcíaca (pormenor), de Luis Salvador Carmona (1708-1767)


15 Nov - 25 Mar 2012
Galeria de Exposições Temporárias
Museu Nacional de Arte Antiga





Santa Ana (pormenor), de José Montes de Oca (c. 1676-1754) © Museo Nacional de Escultura



Abarcando os séculos áureos da escultura espanhola, a exposição “Cuerpos de Dolor. A imagem do sagrado na escultura espanhola (1500-1750)” constitui uma escolhida amostra das importantes colecções do Museo Nacional de Escultura (Valhadolid, Espanha), conhecido como o “Prado da Escultura”.





Santa Ana (pormenor), de José Montes de Oca (c. 1676-1754) © Museo Nacional de Escultura



Pela primeira vez, Portugal tem o privilégio de acolher mais de três dezenas de esculturas de grandes mestres espanhóis – desde o declinar da Idade Média ao ocaso do Período Barroco –, como Berruguete, Juan de Juni, Pompeo Leoni, Gregorio Fernández, Alonso Cano, Pedro de Mena, Pedro de Sierra ou Salzillo.




Santo Antão (pormenor), de Benito Silveira


Uma exposição inquietante – ascetas, mártires, virgens, Cristos crucificados – capaz de provocar no visitante uma impressão que ultrapassa as fronteiras da estética, todavia inquestionável, numa importante chamada de atenção para a relevância do acervo deste museu espanhol.


 



São Joaquim (pormenor), de José Montes de Oca (c. 1676-1754






Carrasco - figura do passo da Flagelação (pormenor), de Gregorio Fernández (1576-1636)






Santa Ana (pormenor), de Juan de Juni (c. 1507-1577)










Soldado (pormenor), de Alonso Berruguete (c. 1489-1561)




Santo Onofre (pormenor), de Juan de Anchieta (c. 1540-1588) © Museo Nacional de Escultura







Santa Maria Egipcíaca (pormenor), de Luis Salvador Carmona (1708-1767)




São Nicolau Tolentino penitente (pormenor), de Juan de Mesa y Velasco (1583-1627)




Cabeça de São João Baptista (pormenor), de Torcuato Ruiz del Peral (1708-1773)




São Marcos (pormenor), de Felipe Bigarny (?-1542) © Museo Nacional de Escultura - Valladolid





Virgem (pormenor), de José Montes de Oca (c. 1676-1754) © Museo Nacional de Escultura - Valladolid







http://www.mnarteantiga-ipmuseus.pt/pt-PT/exposicoes%20temporarias/em%20curso/ContentDetail.aspx?id=517






Museu Nacional de Arte Antiga
Morada: Rua das Janelas Verdes
1249 - 017 Lisboa
Telefone: (351) 21 391 28 00
Fax: 21 397 37 03
E-Mail: mnarteantiga@imc-ip.pt

terça-feira, 29 de novembro de 2011

Marino Marini, exposição antológica no Conde Duque






De 15 de novembro de 2011 a 19 de fevereiro de 2012.
Conde Duque - Madrid








Conde Duque (Madrid) está hospedando uma exposição retrospectiva de Marino Marini (Pistoia, 1901-Milan, 1980), que inclui 75 obras (25 esculturas, 10 pinturas e 40 desenhos) que permitem conhecer o processo de criação de um dos maiores expoentes da arte italiana do século XX.







Sem Marini não se conseguiria entender a evolução da arte em nossos dias, sendo sua influência essencial e definitiva para os escultores do século XX e XXI.









Herdeiro da tradição etrusca, evidente em suas esculturas , está a patente da forma mitológica deste povo. Talvez por ter nascido na Toscana, berço dos etruscos desde o século VII aC, foi o que definiu o seu estilo.






Seus desenhos têm um traço firme e seus óleos estão inundados com as cores do Mediterrâneo. Mas são suas esculturas em bronze que fazem dele um mestre.







Nesta exposição retrospectiva, apresentada pela primeira vez em Madrid, conseguiu-se criar uma justaposição de partes que mostra todas as linguagens artísticas que o mestre dominou.


 Através de 75 obras (esculturas, pinturas e desenhos) nós entramos no universo artístico de Marini, na sua linguagem, que é do seu tempo, mas reinventando os clássicos, dotando as suas obras de uma modernidade inata que as tornam um legado da época em que foram criadas.









Cavalos, cavaleiros, guerreiros e Pomonas, a divindade símbolo da fertilidade da terra, o levam a ser conhecido internacionalmente. Figuras complexas e imponentes cheias de simbolismo que sintetizam, de forma ousada, toda a produção.







http://www.esmadrid.com/condeduque/portal.do






Localização: Conde Duque - Sala de Exposições 3 Tipo: Endereço Exposição: Rua Conde Duque, 9
Telefone: (+34) 915 885 165
Metro: Ventura Rodríguez (L3), San Bernardo (L2, L4)